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Lunedì, 09 Gennaio 2017 16:13

Piccola Grande Isola: Sardegna

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Parafrasando una vecchia canzone di F.Guccini “ Piccola Città” mi ritrovo a scrivere un articolo con un significato ambivalente  “Piccola grande Isola”

Emozioni che ho rivissuto in un breve viaggio tra natura e archeologia della nostra amatissima isola.

Percorrendo la strada che da Oristano porta ad Alghero passando per Cuglieri e Bosa si incontrano campi immensi dove le mucche placidamente pascolano e con pigrizia ti guardano. Gli aironi guarda buoi, custodi dei capi di bestiame, spiccano il volo verso il vicino stagno con il rumore del vento nelle frasche. Fermo l’auto e scendo per fotografare un nuraghe solitario dentro una proprietà privata. Mi avvicino in punta di piedi quasi come un ladro. Resto fuori dalla recinzione, non si sa mai, magari qua hanno “sa scupetta” (il fucile) facile. Sorrido a quel pensiero, scatto due foto e rimonto in macchina dove mi aspettano marito e figlio.

Riprendo la strada, di cartelli neppure l’ombra, e già, mi dico, siamo nell’era del TOM TOM e si risparmia. Apro i finestrini, il freddo frizzante della giornata tersa mi costringe a fare a meno del profumo del mare che si sta avvicinando. Siamo a Is Arenas e sulla sinistra cominciano a farsi vedere le dune sabbiose.

Affronto una serie di curve… ed eccolo là: il mare! Azzurro, maestoso e rumoroso, c’è mareggiata e l’aerosol salato sale fino alla piazzola dove ho parcheggiato. Stupendo.

Non mi risparmio, scatto e riscatto fino a dover cambiare la batteria, e si sono tante. Non preoccupatevi, in questo articolo ci saranno solo un decimo delle foto che ho scattato in questo viaggio. Ci fermiamo a mangiare in una trattoria di Bosa “Sa Cariasa”, ve lo consiglio, si mangia benissimo. Pollice verso per il Comune di Bosa che chiude le visite al Castello medievale per tutto l’inverno. Non ho potuto visitarlo e me ne rammarico. Usciamo da Bosa e andiamo verso Alghero ammirando il mare in tempesta lungo la costa.

Arriviamo ad Alghero e ci dirigiamo dove alcuni amici hanno prenotato l’agriturismo per la piccola vacanza che ci siamo concessi per la befana. A Santa Maria la Palma ci accoglie l’agriturismo “Li Misteri” e la sua Patron, Giulietta, una donna cordiale, intelligente e affabile. Una grande cuoca che fa onore alle sue origini campidanesi. Dobbiamo dire che sono stati giorni intensi ricchi di leccornie, profumi di campagna e risate. In quei giorni usciamo a goderci le giornate soleggiate e cerchiamo scatti particolari. Una puntata alla necropoli di Anghelu Ruju e la gita a Capo Caccia, il promontorio che ospita le bellissime grotte di Nettuno.

Abbiamo fatto tante cose, ma gl iscatti migliori sono stati quelli che, andando via per tornare a casa, abbiamo fatto a Torralba nel nuraghe di “Santu Antine”. La guida molto preparata che ci accompagna al nuraghe, si chiama Assunta che ha sopportato stoicamente le domande del mio bambino. Dopo quasi un’ora di visita andiamo via soddisfatti, il nuraghe è una meraviglia. E’ ora di pranzo e scendiamo verso Cagliari, decidiamo di entrare nella zona di Santa Cristina, sede del Pozzo Sacro Omonimo e di alcune rovine cristiane e un nuraghe. Non mi dilungo, vedrete le foto e se come me vorrete andare a farvi una mini vacanza, sapete dove andare. Arrivederci alla prossima!

Letto 352 volte Ultima modifica il Lunedì, 09 Gennaio 2017 16:23

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Parafrasando una vecchia canzone di F.Guccini “ Piccola Città” mi ritrovo a scrivere un articolo con un significato ambivalente  “Piccola grande Isola”

Emozioni che ho rivissuto in un breve viaggio tra natura e archeologia della nostra amatissima isola.

Percorrendo la strada che da Oristano porta ad Alghero passando per Cuglieri e Bosa si incontrano campi immensi dove le mucche placidamente pascolano e con pigrizia ti guardano. Gli aironi guarda buoi, custodi dei capi di bestiame, spiccano il volo verso il vicino stagno con il rumore del vento nelle frasche. Fermo l’auto e scendo per fotografare un nuraghe solitario dentro una proprietà privata. Mi avvicino in punta di piedi quasi come un ladro. Resto fuori dalla recinzione, non si sa mai, magari qua hanno “sa scupetta” (il fucile) facile. Sorrido a quel pensiero, scatto due foto e rimonto in macchina dove mi aspettano marito e figlio.

Riprendo la strada, di cartelli neppure l’ombra, e già, mi dico, siamo nell’era del TOM TOM e si risparmia. Apro i finestrini, il freddo frizzante della giornata tersa mi costringe a fare a meno del profumo del mare che si sta avvicinando. Siamo a Is Arenas e sulla sinistra cominciano a farsi vedere le dune sabbiose.

Affronto una serie di curve… ed eccolo là: il mare! Azzurro, maestoso e rumoroso, c’è mareggiata e l’aerosol salato sale fino alla piazzola dove ho parcheggiato. Stupendo.

Non mi risparmio, scatto e riscatto fino a dover cambiare la batteria, e si sono tante. Non preoccupatevi, in questo articolo ci saranno solo un decimo delle foto che ho scattato in questo viaggio. Ci fermiamo a mangiare in una trattoria di Bosa “Sa Cariasa”, ve lo consiglio, si mangia benissimo. Pollice verso per il Comune di Bosa che chiude le visite al Castello medievale per tutto l’inverno. Non ho potuto visitarlo e me ne rammarico. Usciamo da Bosa e andiamo verso Alghero ammirando il mare in tempesta lungo la costa.

Arriviamo ad Alghero e ci dirigiamo dove alcuni amici hanno prenotato l’agriturismo per la piccola vacanza che ci siamo concessi per la befana. A Santa Maria la Palma ci accoglie l’agriturismo “Li Misteri” e la sua Patron, Giulietta, una donna cordiale, intelligente e affabile. Una grande cuoca che fa onore alle sue origini campidanesi. Dobbiamo dire che sono stati giorni intensi ricchi di leccornie, profumi di campagna e risate. In quei giorni usciamo a goderci le giornate soleggiate e cerchiamo scatti particolari. Una puntata alla necropoli di Anghelu Ruju e la gita a Capo Caccia, il promontorio che ospita le bellissime grotte di Nettuno.

Abbiamo fatto tante cose, ma gl iscatti migliori sono stati quelli che, andando via per tornare a casa, abbiamo fatto a Torralba nel nuraghe di “Santu Antine”. La guida molto preparata che ci accompagna al nuraghe, si chiama Assunta che ha sopportato stoicamente le domande del mio bambino. Dopo quasi un’ora di visita andiamo via soddisfatti, il nuraghe è una meraviglia. E’ ora di pranzo e scendiamo verso Cagliari, decidiamo di entrare nella zona di Santa Cristina, sede del Pozzo Sacro Omonimo e di alcune rovine cristiane e un nuraghe. Non mi dilungo, vedrete le foto e se come me vorrete andare a farvi una mini vacanza, sapete dove andare. Arrivederci alla prossima!

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