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Sabato, 21 Maggio 2016 07:54

Fantasmi a Villacidro

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Giovanni era un contadino possidente terriero a villacidro, con operai e animali. Quest’uomo non particolarmente probo, ma al contrario avido e cattivo nei confronti dei suoi dipendenti.

Tutta la sua vita era dedicata al guadagno e allo sfruttamento di chi lo circondava.

Si racconta che un giorno ha pagato un suo operaio con un misero stipendio. L’operaio impegnato ancora nei suoi doveri prese il salario e lo nascose sotto la paglia nella stalla, Giovanni vide il fatto, e andato via l’operaio si riprese il denaro.

Passò tutta la vita a fare affaracci del genere raggirando e sfruttando il prossimo.

Alla sua morte nella casa di Giovanni in via Parrocchia a Villacidro, si cominciò a sentire un disagio indefinito, mentre i nipotini vedevano il nonno scendere dalle scale, gli adulti sentivano i colpi del bastone che usava in vita il decano della famiglia.

Queste situazioni si ripeterono per parecchio tempo, e la casa che venne poi abitata dai figli e poi affittata ad una famiglia che disturbati e spaventati dai rumori provenienti da tutta la casa, chiamarono i carabinieri che con tutta la famiglia degli inquilini scapparono a gambe levate.

La casa rimase disabitata per parecchio e poi abbattuta.

Chiacchiere di paese riferiscono un episodio particolare che descrive l’apparizione di Giovanni a un signore di passaggio, a cui riferiva queste parole: “ Devi dire a mia figlia di venire qua tale giorno a tale ora”. Il signore abbastanza spaventato ne parlò con la figlia che comunque scettica andò all’appuntamento in compagnia di un prete e di suo marito. In quel frangente una presenza eterea parlò con la discendente di Giovanni dicendole di restituire il denaro a chi lo aveva rubato, almeno in questo modo sarebbe riuscito a riposare in pace.

La figlia di Giovanni già in età avanzata cerco gli eredi degli sfruttati dal possidente e restituì il denaro truffato e rubato.

Da quel dì  l’anima dannata di Giovanni non disturbò più nessuno.

Immagine dal web

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Giovanni era un contadino possidente terriero a villacidro, con operai e animali. Quest’uomo non particolarmente probo, ma al contrario avido e cattivo nei confronti dei suoi dipendenti.

Tutta la sua vita era dedicata al guadagno e allo sfruttamento di chi lo circondava.

Si racconta che un giorno ha pagato un suo operaio con un misero stipendio. L’operaio impegnato ancora nei suoi doveri prese il salario e lo nascose sotto la paglia nella stalla, Giovanni vide il fatto, e andato via l’operaio si riprese il denaro.

Passò tutta la vita a fare affaracci del genere raggirando e sfruttando il prossimo.

Alla sua morte nella casa di Giovanni in via Parrocchia a Villacidro, si cominciò a sentire un disagio indefinito, mentre i nipotini vedevano il nonno scendere dalle scale, gli adulti sentivano i colpi del bastone che usava in vita il decano della famiglia.

Queste situazioni si ripeterono per parecchio tempo, e la casa che venne poi abitata dai figli e poi affittata ad una famiglia che disturbati e spaventati dai rumori provenienti da tutta la casa, chiamarono i carabinieri che con tutta la famiglia degli inquilini scapparono a gambe levate.

La casa rimase disabitata per parecchio e poi abbattuta.

Chiacchiere di paese riferiscono un episodio particolare che descrive l’apparizione di Giovanni a un signore di passaggio, a cui riferiva queste parole: “ Devi dire a mia figlia di venire qua tale giorno a tale ora”. Il signore abbastanza spaventato ne parlò con la figlia che comunque scettica andò all’appuntamento in compagnia di un prete e di suo marito. In quel frangente una presenza eterea parlò con la discendente di Giovanni dicendole di restituire il denaro a chi lo aveva rubato, almeno in questo modo sarebbe riuscito a riposare in pace.

La figlia di Giovanni già in età avanzata cerco gli eredi degli sfruttati dal possidente e restituì il denaro truffato e rubato.

Da quel dì  l’anima dannata di Giovanni non disturbò più nessuno.

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